Il Chianti Classico DOCG è uno dei territori vinicoli più antichi e più precisamente delimitati al mondo. Chiuso a nord da Firenze e a sud da Siena, si estende per circa 70.000 ettari — di cui circa 7.200 di vigneto iscritto — in otto comuni: per intero Greve, Radda, Gaiole e Castellina in Chianti, e in parte Castelnuovo Berardenga, San Casciano in Val di Pesa, Barberino Tavarnelle e Poggibonsi. Centinaia di aziende vi producono vino dal Sangiovese cresciuto sui caratteristici suoli di galestro e alberese.
Nel 1996 il Chianti Classico è diventato una DOCG autonoma, separata dalla più ampia denominazione Chianti, con identità e standard qualitativi propri. La riforma recente più importante è arrivata nel 2014 con la Gran Selezione: un vino prodotto esclusivamente con uve aziendali e affinato almeno 30 mesi, di cui tre in bottiglia. Dalla vendemmia 2027 dovrà contenere almeno il 90% di Sangiovese, con il resto solo da vitigni a bacca rossa autoctoni. Dal 2023 la Gran Selezione può inoltre riportare in etichetta il nome di una delle undici UGA — Unità Geografiche Aggiuntive, le sottozone del territorio, da Lamole a Vagliagli.
Il simbolo della zona, il Gallo Nero, risale a una leggenda del Duecento sulla rivalità tra Firenze e Siena. Si racconta che le due città si accordarono per far partire un cavaliere al canto del gallo: il punto d’incontro avrebbe segnato il confine. Firenze scelse un gallo nero, lo tenne a digiuno per tutta la notte perché cantasse prima dell’alba e mandò avanti il suo cavaliere nel buio, conquistando gran parte del territorio. Vera o no, la storia ha fatto del Gallo Nero uno degli emblemi più evocativi del vino.