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Itinerari
nel Chianti
Percorsi tra le colline, i borghi e le cantine del Chianti Classico.
La Strada Chiantigiana, la SR222, è una delle grandi strade d’Italia. Si snoda tra Firenze e Siena fra viali di cipressi, borghi in cima alle colline e un corridoio ininterrotto di vigne. Questi itinerari seguono la strada e le stradine che se ne diramano, e vi portano dentro le cantine, le cucine e i paesaggi che definiscono la zona.
Due giorni bastano per assaporare il cuore del Chianti Classico. Scegliete Greve o Panzano come base e lasciate fare il resto alla Chiantigiana.
Greve in Chianti → Panzano
Arrivare, assaggiare, mangiare, dormire
Piazza Matteotti, Greve in Chianti
Arrivate a Greve e passeggiate sotto i portici della piazza triangolare, cuore sociale del Chianti. Il sabato mattina approfittate del mercato per fare provviste.
Le Cantine di Greve in Chianti
Una delle grandi enoteche della Toscana, già Enoteca Falorni, con una cantina straordinaria e un sistema di degustazione self-service che permette di assaggiare al calice un’ampia selezione di vini. Un’introduzione indispensabile alla denominazione.
Antica Macelleria Cecchini, Panzano
Percorrete la Chiantigiana verso sud fino a Panzano. Fermatevi alla leggendaria macelleria di Dario Cecchini, un po’ teatro e un po’ santuario della cultura fiorentina della carne. Comprate un po’ di lardo o un pezzo del suo salame da portare a casa.
Solociccia, Panzano
Poi sedetevi alla tavolata di Dario da Solociccia, in via XX Luglio 11: niente menù, lunghe tavole condivise, una sfilata di preparazioni di manzo alla fiorentina e Chianti a volontà, a 50 euro a persona vino compreso. Prenotate con largo anticipo.
Villa Bordoni, Greve in Chianti
Tornate verso Greve per il check-in a Villa Bordoni, villa boutique di undici camere sulle colline sopra il paese, con un’ottima carta dei vini, una piccola piscina e camere affacciate sui vigneti terrazzati.
Enoteca Ristorante Gallo Nero, Greve
A due passi dalla piazza, il Gallo Nero abbina una carta dei vini seria, ricca di produttori del Chianti Classico, a pasta fatta in casa e classici toscani ben eseguiti. Ordinate la ribollita e chiedete cosa c’è di aperto al calice. Oppure restate in villa e cenate al Guardingo, il ristorante di Villa Bordoni.
Radda in Chianti → Volpaia → Castellina
Mura medievali, cantine d’altura, la strada di casa
Radda in Chianti
Spostatevi a est fino a Radda, storico capoluogo della zona. Percorrete le mura medievali che cingono il paese, fermatevi davanti al quattrocentesco Palazzo del Podestà e prendete un caffè in uno dei bar della via principale.
Castello di Volpaia, Volpaia
Un quarto d’ora d’auto verso nord vi porta al minuscolo borgo medievale di Volpaia, che è anche un’azienda vinicola in piena attività. La tenuta è certificata biologica e le degustazioni nelle antiche cantine all’interno del borgo restano nella memoria. Per un calice in terrazza c’è il Bar Ucci.
Osteria Le Panzanelle, Lucarelli
Un ristorante rustico e appartato tra Radda e Panzano, Bib Gourmand della Guida MICHELIN: vale la deviazione per le splendide pappardelle alla lepre e una cucina profondamente onesta. Prenotazione indispensabile.
Castellina in Chianti
Proseguite verso ovest fino a Castellina, borgo collinare di origine etrusca con la sua Rocca e una via principale costellata di enoteche. Passate dall’Enoteca Le Volte per gli ultimi acquisti prima della partenza.
Tre giorni permettono di aggiungere al percorso del weekend Gaiole, l’angolo storicamente più importante del Chianti Classico. È l’introduzione ideale.
Greve in Chianti → Panzano
Arrivare, assaggiare, mangiare, dormire
Piazza Matteotti, Greve in Chianti
Arrivate a Greve e passeggiate sotto i portici della piazza triangolare, cuore sociale del Chianti. Il sabato mattina approfittate del mercato per fare provviste.
Le Cantine di Greve in Chianti
Una delle grandi enoteche della Toscana, già Enoteca Falorni, con una cantina straordinaria e un sistema di degustazione self-service che permette di assaggiare al calice un’ampia selezione di vini. Un’introduzione indispensabile alla denominazione.
Antica Macelleria Cecchini, Panzano
Percorrete la Chiantigiana verso sud fino a Panzano. Fermatevi alla leggendaria macelleria di Dario Cecchini, un po’ teatro e un po’ santuario della cultura fiorentina della carne. Comprate un po’ di lardo o un pezzo del suo salame da portare a casa.
Solociccia, Panzano
Poi sedetevi alla tavolata di Dario da Solociccia, in via XX Luglio 11: niente menù, lunghe tavole condivise, una sfilata di preparazioni di manzo alla fiorentina e Chianti a volontà, a 50 euro a persona vino compreso. Prenotate con largo anticipo.
Villa Bordoni, Greve in Chianti
Tornate verso Greve per il check-in a Villa Bordoni, villa boutique di undici camere sulle colline sopra il paese, con un’ottima carta dei vini, una piccola piscina e camere affacciate sui vigneti terrazzati.
Enoteca Ristorante Gallo Nero, Greve
A due passi dalla piazza, il Gallo Nero abbina una carta dei vini seria, ricca di produttori del Chianti Classico, a pasta fatta in casa e classici toscani ben eseguiti. Ordinate la ribollita e chiedete cosa c’è di aperto al calice. Oppure restate in villa e cenate al Guardingo, il ristorante di Villa Bordoni.
Gaiole in Chianti
Abbazie, la culla del Chianti moderno e torri medievali
Badia a Coltibuono, Gaiole
Spostatevi a est verso questa abbazia dell’XI secolo, immersa nelle colline boscose sopra Gaiole. La tenuta coltiva in biologico dalla metà degli anni Ottanta e produce un Chianti Classico eccellente. Visitate la chiesa romanica, i giardini e l’enoteca.
Castello di Brolio, Gaiole
La tenuta storicamente più importante di tutto il Chianti, culla della formula del Chianti moderno fissata dal barone Bettino Ricasoli nel 1872. Il castello domina la valle con una vista straordinaria e la Gran Selezione di Barone Ricasoli è tra i vini migliori della zona.
Osteria di Brolio, Gaiole
Pranzo all’interno della tenuta di Brolio, in un ristorante curato ma senza ostentazione, con cucina chiantigiana tradizionale e l’intera gamma Barone Ricasoli. I pici all’aglione sono d’obbligo.
Castello di Ama, Gaiole
Una delle grandi tenute del Chianti Classico dedicate all’arte, con installazioni permanenti site-specific di Louise Bourgeois, Anish Kapoor, Daniel Buren e altri. I vini — in particolare il Merlot L’Apparita e la Gran Selezione Vigneto Bellavista — sono eccezionali. Degustazioni su appuntamento.
Il Pievano at Castello di Spaltenna, Gaiole
Rientrate verso il castello-hotel del XII secolo sopra Gaiole per cenare nel ristorante stellato MICHELIN dello chef Antonio Iacoviello. Se il budget lo consente, dormite a Spaltenna: è tra i migliori alberghi della zona.
Radda in Chianti → Volpaia → Castellina
Mura medievali, cantine d’altura, la strada di casa
Radda in Chianti
Spostatevi a est fino a Radda, storico capoluogo della zona. Percorrete le mura medievali che cingono il paese, fermatevi davanti al quattrocentesco Palazzo del Podestà e prendete un caffè in uno dei bar della via principale.
Castello di Volpaia, Volpaia
Un quarto d’ora d’auto verso nord vi porta al minuscolo borgo medievale di Volpaia, che è anche un’azienda vinicola in piena attività. La tenuta è certificata biologica e le degustazioni nelle antiche cantine all’interno del borgo restano nella memoria. Per un calice in terrazza c’è il Bar Ucci.
Osteria Le Panzanelle, Lucarelli
Un ristorante rustico e appartato tra Radda e Panzano, Bib Gourmand della Guida MICHELIN: vale la deviazione per le splendide pappardelle alla lepre e una cucina profondamente onesta. Prenotazione indispensabile.
Castellina in Chianti
Proseguite verso ovest fino a Castellina, borgo collinare di origine etrusca con la sua Rocca e una via principale costellata di enoteche. Passate dall’Enoteca Le Volte per gli ultimi acquisti prima della partenza.
Cinque giorni consentono un’immersione più completa: l’intero percorso di tre giorni nel Chianti, più una cantina d’autore, Siena e San Gimignano sulla via del ritorno.
Greve in Chianti → Panzano
Arrivare, assaggiare, mangiare, dormire
Piazza Matteotti, Greve in Chianti
Arrivate a Greve e passeggiate sotto i portici della piazza triangolare, cuore sociale del Chianti. Il sabato mattina approfittate del mercato per fare provviste.
Le Cantine di Greve in Chianti
Una delle grandi enoteche della Toscana, già Enoteca Falorni, con una cantina straordinaria e un sistema di degustazione self-service che permette di assaggiare al calice un’ampia selezione di vini. Un’introduzione indispensabile alla denominazione.
Antica Macelleria Cecchini, Panzano
Percorrete la Chiantigiana verso sud fino a Panzano. Fermatevi alla leggendaria macelleria di Dario Cecchini, un po’ teatro e un po’ santuario della cultura fiorentina della carne. Comprate un po’ di lardo o un pezzo del suo salame da portare a casa.
Solociccia, Panzano
Poi sedetevi alla tavolata di Dario da Solociccia, in via XX Luglio 11: niente menù, lunghe tavole condivise, una sfilata di preparazioni di manzo alla fiorentina e Chianti a volontà, a 50 euro a persona vino compreso. Prenotate con largo anticipo.
Villa Bordoni, Greve in Chianti
Tornate verso Greve per il check-in a Villa Bordoni, villa boutique di undici camere sulle colline sopra il paese, con un’ottima carta dei vini, una piccola piscina e camere affacciate sui vigneti terrazzati.
Enoteca Ristorante Gallo Nero, Greve
A due passi dalla piazza, il Gallo Nero abbina una carta dei vini seria, ricca di produttori del Chianti Classico, a pasta fatta in casa e classici toscani ben eseguiti. Ordinate la ribollita e chiedete cosa c’è di aperto al calice. Oppure restate in villa e cenate al Guardingo, il ristorante di Villa Bordoni.
Gaiole in Chianti
Abbazie, la culla del Chianti moderno e torri medievali
Badia a Coltibuono, Gaiole
Spostatevi a est verso questa abbazia dell’XI secolo, immersa nelle colline boscose sopra Gaiole. La tenuta coltiva in biologico dalla metà degli anni Ottanta e produce un Chianti Classico eccellente. Visitate la chiesa romanica, i giardini e l’enoteca.
Castello di Brolio, Gaiole
La tenuta storicamente più importante di tutto il Chianti, culla della formula del Chianti moderno fissata dal barone Bettino Ricasoli nel 1872. Il castello domina la valle con una vista straordinaria e la Gran Selezione di Barone Ricasoli è tra i vini migliori della zona.
Osteria di Brolio, Gaiole
Pranzo all’interno della tenuta di Brolio, in un ristorante curato ma senza ostentazione, con cucina chiantigiana tradizionale e l’intera gamma Barone Ricasoli. I pici all’aglione sono d’obbligo.
Castello di Ama, Gaiole
Una delle grandi tenute del Chianti Classico dedicate all’arte, con installazioni permanenti site-specific di Louise Bourgeois, Anish Kapoor, Daniel Buren e altri. I vini — in particolare il Merlot L’Apparita e la Gran Selezione Vigneto Bellavista — sono eccezionali. Degustazioni su appuntamento.
Il Pievano at Castello di Spaltenna, Gaiole
Rientrate verso il castello-hotel del XII secolo sopra Gaiole per cenare nel ristorante stellato MICHELIN dello chef Antonio Iacoviello. Se il budget lo consente, dormite a Spaltenna: è tra i migliori alberghi della zona.
Radda in Chianti → Volpaia → Castellina
Mura medievali, cantine d’altura, la Castellina etrusca
Radda in Chianti
Spostatevi a est fino a Radda, storico capoluogo della zona. Percorrete le mura medievali che cingono il paese, fermatevi davanti al quattrocentesco Palazzo del Podestà e prendete un caffè in uno dei bar della via principale.
Castello di Volpaia, Volpaia
Un quarto d’ora d’auto verso nord vi porta al minuscolo borgo medievale di Volpaia, che è anche un’azienda vinicola in piena attività. La tenuta è certificata biologica e le degustazioni nelle antiche cantine all’interno del borgo restano nella memoria. Per un calice in terrazza c’è il Bar Ucci.
Osteria Le Panzanelle, Lucarelli
Un ristorante rustico e appartato tra Radda e Panzano, Bib Gourmand della Guida MICHELIN: vale la deviazione per le splendide pappardelle alla lepre e una cucina profondamente onesta. Prenotazione indispensabile.
Castellina in Chianti
Proseguite verso ovest fino a Castellina, borgo collinare di origine etrusca con la sua Rocca e una via principale costellata di enoteche. All’Enoteca Le Volte si fa scorta di vino. Dormite a Castellina o rientrate alla vostra base.
Antinori nel Chianti Classico → Siena
Architettura, arte e la piazza più bella d’Italia
Antinori nel Chianti Classico, Bargino
Dirigetevi a nord-ovest verso Bargino, nel comune di San Casciano in Val di Pesa, per una delle cantine più straordinarie al mondo dal punto di vista architettonico: un’enorme struttura firmata Archea Associati (2012), scavata nella collina e quasi invisibile dall’alto. Sala degustazione e ristorante sono eccezionali. Prenotate in anticipo.
Siena
Scendete a sud fino a Siena, l’antica rivale di Firenze e patrimonio mondiale UNESCO. Attraversate la straordinaria Piazza del Campo, salite sulla Torre del Mangia e visitate il Duomo.
Fèlsina, Castelnuovo Berardenga
Se il tempo lo permette, deviate a est di Siena verso Castelnuovo Berardenga, l’angolo più meridionale del Chianti Classico, per una degustazione alla Fattoria di Fèlsina. Prenotate in anticipo.
Siena — Osteria Le Logge or Antica Trattoria Papei
Cena a Siena. L’Osteria Le Logge (elegante, con un’ottima carta dei vini) o l’Antica Trattoria Papei (un’istituzione cittadina in Piazza del Mercato, subito dietro il Campo, semplice ed eccellente) sono due scelte sicure. Pernottamento a Siena.
San Gimignano → Colle di Val d’Elsa → Rientro
Torri, Vernaccia e una lunga strada verso nord
San Gimignano
Da Siena salite verso nord-ovest fino al celebre profilo di San Gimignano: 14 torri medievali su un colle sopra la Val d’Elsa. Arrivate presto, prima dei pullman. Assaggiate la Vernaccia di San Gimignano DOCG, il primo vino italiano a ottenere la DOC, alla Tenuta Il Colombaio di Santa Chiara o a Montenidoli.
Colle di Val d’Elsa
Proseguite verso sud-est fino a Colle di Val d’Elsa, meno frequentata di San Gimignano e famosa per il cristallo. Per un pranzo importante prenotate con largo anticipo da Arnolfo (2 stelle MICHELIN); altrimenti scegliete una trattoria semplice nel borgo medievale di Colle Alta.
La Chiantigiana
Riprendete la SR222 verso nord, in direzione Firenze, e se c’è tempo fermatevi a Greve per qualche bottiglia da Le Cantine di Greve in Chianti. Il viaggio verso nord tra i vigneti, nella luce del pomeriggio, è tra i più belli d’Italia.
Link di affiliazione: potremmo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per voi.
Prima di partire
Informazioni pratiche
Come arrivare
L’aeroporto di Firenze (FLR) è la porta d’accesso più vicina, con collegamenti dai principali hub europei. Pisa Galileo Galilei (PSA) dista circa 90 minuti in auto. Roma Fiumicino (FCO) è servito da più rotte intercontinentali: calcolate circa due ore e mezza di treno veloce fino a Firenze, poi noleggiate un’auto.
Firenze Santa Maria Novella è lo snodo principale. I Frecciarossa collegano Milano (circa 1 ora e 55), Roma (1 ora e 30) e Venezia (2 ore e 15). Da Firenze conviene noleggiare un’auto: non esiste un collegamento ferroviario pratico con le colline del Chianti.
Come muoversi
L’auto è indispensabile. La SR222, la Strada Chiantigiana, è la spina dorsale di ogni itinerario nel Chianti. Molte delle migliori tenute, dei borghi e dei ristoranti si raggiungono solo in auto, spesso percorrendo strade bianche. Noleggiate a Firenze o in aeroporto; il navigatore è vivamente consigliato.
Le strade sono strette, tortuose e spesso poco segnalate, e i limiti di velocità sono controllati con rigore. Molte cantine e agriturismi hanno lunghi viali sterrati: un’auto un po’ più alta da terra aiuta. Per le visite in cantina designate un guidatore, oppure la sera prendete un taxi da Greve o da Radda. Nella maggior parte dei centri storici vigono le ZTL: parcheggiate fuori dalle mura ed entrate a piedi. I distributori sono pochi: fate il pieno a Greve o a Castellina.
Quando andare
Maggio–giugno e settembre–ottobre sono i mesi ideali. Le colline sono verdi o dorate, le temperature miti (18–26 °C) e la folla più rada che a luglio e agosto. La vendemmia, da fine settembre a metà ottobre, ha un fascino particolare.
Luglio–agosto è caldo (32–38 °C) e affollato: prenotate tutto con largo anticipo. Molti ristoranti chiudono intorno a Ferragosto. Novembre–marzo è tranquillo, fresco e suggestivo: molte tenute e ristoranti chiudono per l’inverno, ma chi resta aperto regala un raro senso di quiete.