File di botti di rovere francese con Sangiovese in affinamento nella cantina a lume di candela di una tenuta del Chianti Classico

Chianti Classico DOCG

La denominazione

Come si definisce il Chianti Classico: la storia, le regole e le undici UGA.

Il Chianti Classico è il Chianti delle origini: le colline tra Firenze e Siena dove il nome fu per la prima volta legato al vino. Nel 1716 Cosimo III de’ Medici, granduca di Toscana, emanò un bando che fissava i confini della zona di produzione del Chianti: una delle prime delimitazioni per legge di un territorio del vino al mondo.

Con la fama del Chianti crebbe anche l’area che ne rivendicava il nome. Nel 1924 un gruppo di produttori fondò un consorzio per tutelare il vino della zona storica, sotto l’emblema del gallo nero. Il Chianti Classico divenne DOCG nel 1984, ancora come sottozona del Chianti, e nel 1996 ottenne una DOCG propria, del tutto separata dal Chianti. La zona comprende otto comuni: per intero Greve, Radda, Gaiole e Castellina, e in parte Castelnuovo Berardenga, San Casciano in Val di Pesa, Barberino Tavarnelle e Poggibonsi.

Le tipologie sono tre. L’Annata, il Chianti Classico di tutti i giorni, e la Riserva, con almeno 24 mesi di affinamento, devono contenere entrambe almeno l’80 per cento di Sangiovese. Al vertice, la Gran Selezione nasce soltanto da uve di proprietà dell’azienda, non necessariamente da un singolo vigneto, e affina almeno 30 mesi, di cui tre in bottiglia. Dalla vendemmia 2027 dovrà contenere almeno il 90 per cento di Sangiovese, con il resto solo da vitigni rossi autoctoni.

Da luglio 2023 la Gran Selezione può inoltre riportare in etichetta una delle undici Unità Geografiche Aggiuntive (UGA): Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Lamole, Montefioralle, Panzano, Radda, San Casciano, San Donato in Poggio e Vagliagli. Per ora i nomi compaiono soltanto sulle etichette della Gran Selezione. Seguono le comunità storiche più che rigide carte dei suoli, ma danno a chi beve, per la prima volta, un luogo dentro il luogo.

Anche il paesaggio è candidato a un riconoscimento. Nell’aprile 2023 l’Italia ha iscritto il sistema delle ville-fattoria del Chianti Classico nella propria Lista propositiva UNESCO: la rete di ville, case coloniche, terrazzamenti e boschi attraverso cui queste colline sono state governate dal Rinascimento in poi. La candidatura, “Il paesaggio del sistema della villa-fattoria del Chianti Classico”, è in fase di valutazione, e il dossier completo va presentato entro febbraio 2027.

UGA

Le undici UGA

Da luglio 2023 una Gran Selezione può indicare in etichetta l’area da cui provengono le uve. Le aree riconosciute sono undici.

Castellina

1680 ha di vigneto

La superficie vitata più ampia delle undici, tra circa 300 e 500 metri, sulle argille calcaree della formazione di Sillano e sull’alberese. Frutto luminoso, con una vena sapida dalle vigne più alte.

Castellina in Chianti →

Castelnuovo Berardenga

760 ha di vigneto

Il caldo margine meridionale della zona, tra circa 275 e 450 metri: alberese a nord, tufo al centro, argille marine a sud. Frutto scuro, tannino abbondante e vera intensità: i vini più potenti della denominazione.

Castelnuovo Berardenga →

Gaiole

1320 ha di vigneto

Una UGA ampia e varia, tra circa 300 e 500 metri: macigno a est, alberese al centro e a ovest, sabbie a sud. Tesa e luminosa al centro, più carnosa a sud.

Gaiole in Chianti →

Greve

910 ha di vigneto

La valle della Greve e i suoi versanti, su galestro, formazione di Sillano e macigno. Vini in genere concentrati, dal frutto più scuro, con freschezza dalle vigne più alte.

Greve in Chianti →

Lamole

95 ha di vigneto

La UGA più piccola e la più alta, con vigneti terrazzati su macigno da circa 500 fino a circa 680 metri. Sangiovese scarico di colore, floreale, elegante e fresco.

Greve in Chianti →

Montefioralle

250 ha di vigneto

I versanti intorno al borgo murato sopra Greve, tra circa 250 e 450 metri, in prevalenza su alberese, con galestro e pietraforte. Fruttato, strutturato e rotondo.

Greve in Chianti →

Panzano

595 ha di vigneto

La Conca d’Oro e le colline intorno, tra circa 300 e 475 metri su pietraforte, formazione di Sillano e galestro, condotte per circa il 90 per cento in biologico. Terroso a ovest, più fruttato e carnoso a est.

Panzano in Chianti →

Radda

750 ha di vigneto

Alta e fresca, tra circa 350 e 520 metri: macigno verso la valle della Pesa, alberese verso l’Arbia. Vini eleganti, vivaci, freschi.

Radda in Chianti →

San Casciano

1560 ha di vigneto

L’estremità settentrionale della zona, ampia e dolce, tra circa 150 e 375 metri, con alberese soprattutto a sud. Vini rotondi e fruttati, più austeri nella parte meridionale.

San Casciano in Val di Pesa →

San Donato in Poggio

800 ha di vigneto

Le colline occidentali intorno al borgo murato, tra circa 250 e 425 metri su alberese, pietraforte, galestro e formazione di Sillano. Dall’agile e fruttato all’elegante e strutturato.

Barberino Tavarnelle →

Vagliagli

1080 ha di vigneto

La parte settentrionale del comune di Castelnuovo Berardenga, tra circa 300 e 450 metri, in prevalenza su macigno, con la maggiore estensione media delle aziende tra tutte le UGA. Vini generosi e rotondi, più austeri dalle vigne più alte.

Castelnuovo Berardenga →

Annata

La base

Affinamento minimo Circa 12 mesi — in commercio dal 1° ottobre dell’anno successivo alla vendemmia
Sangiovese minimo 80%
Carattere Immediato, fruttato, da tavola
Fascia di prezzo 12 – 30 €

Riserva

Il livello intermedio

Affinamento minimo 24 mesi (di cui 3 in bottiglia)
Sangiovese minimo 80%
Carattere Strutturato, longevo, più complesso
Fascia di prezzo 20 – 60 €

Cantine →